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6월 10일 finalmenteeeeeeeeCi sono riuscita!!! dopo sei mesi Youtube ha postato il video creato da me con tutte le foto della bellissima vacanza a Parigi.... non lo accettava mai ... ma non mi sono arresa...e alla fine ha vinto la mia determinazione. è la prima volta che carico un video su Youtube... spero vi piaccia... AMICI MIEI PARIGI è DAVVERO INCANTEVOLE... MI è RIMASTA NEL CUORE CI DEVO TORNARE ASSOLUTAMENTE!!!! un bacione a tutti ![]() 9월 10일 NONA PARTEE’ il 19 agosto. Auguri Loryyyyy Mia nipote compie 13 anni e sono triplamente felice. In primis perché è la prima nipotina, poi perché dicono che mi somiglia tantissimo caratterialmente (e non so se è un bene), e poi perché a quest’età le femminucce vivono la piena adolescenza, e pertanto bisogna starci sempre abbastanza intorno. Solito rendez vous sotto casa nostra alle ore 8.30. La destinazione per l’imbarco è Ierapetra, una cittadina a circa 70 km da casa nostra verso sud. L’itinerario è semplicissimo con tanto di bellissime vedute e agevoli indicazioni stradali. A 5 km dal porto di Ierapetra mio fratello insiste per fare di nuovo rifornimento (ha vissuto un’intera vacanza con l’incubo del serbatoio a secco), e a 2 km dall’arrivo optiamo per fare i biglietti del traghetto in una sorta di agenzia di viaggi all’aperto situata sulla strada nazionale con tanto di omino di mezz’età seduto sotto di un ombrellone. Ci avviciniamo e lui subito comincia a staccare 6 biglietti. Stavolta il tesserino da giornalista di Ilario non funziona. Il costo è di 25 euro a persona A/R ma onestamente ne vale la pena. Arriviamo sul porto e i minuti a nostra disposizione sono solo 14. Precisi e contati. Mettiamo la macchina in un parcheggio (6 euro) e ci avviamo a piedi verso il porto di Ierapetra. Da qui partono solo tre traghetti ad intervallo di 5 minuti ognuno ed espletano solo 2 viaggi al giorno di andata e due di ritorno. Noi prendiamo quello delle 10.30 che è più grande ed è all’aperto con tanto di solarium, bar e musica. Risultato: arriveremo 10 minuti dopo gli altri due. Poco male visto che lo spettacolo che si può ammirare durante i 60 minuti di navigazione è a dir poco paradisiaco. Il colore del mare oscilla tra il viola (avete capito bene!!!) e il verde trasparente. In lontananza non è impossibile avvistare branchi di delfini (io uno l’ho visto!!!) e tartarughe “Caretta Caretta”. Vi basta per dire che è incantevole? Ilario intanto si fa rapire dalle note di un sirtaki che alcuni turisti stanno improvvisando giù al bar, ed io ne approfitto per scattare fotografie a tutta manetta. Si arriva precisi a Chrissi Island, siamo gli ultimi a sbarcare, ma dopo soli 5 minuti di cammino a piedi riusciamo ad avvistare tra le dune la Golden Beach, unica spiaggia semiattrezzata dell’ isola. La stessa isola è invasa da campeggiatori fai da te che sposano a 360 gradi l’aspetto “natural” della splendida Chrissi. Lo stupore per cotanto spettacolo è fortissimo, cosi come anche la consapevolezza che tutti gli ombrelloni sono occupati e che toccherà sistemarci per terra con tanto di teli colorati. L’accampamento stile Tuareg non ci distoglie dall’idea principale, ossia un tuffo nell’acqua del rubinetto. Si, le acque di Chrissi Island sono identiche a quelle di casa vostra quando aprite il rubinetto della vasca da bagno. Unico spiacevole inconveniente sono i sassi scivolosi e ruvidi allo stesso tempo che disseminano i primi 5/6 metri di percorso acquatico. Io a mò di paperella evitavo la barriera naturale mentre Ilario, che in poca acqua non ci stava, era costretto a ben 3 minuti di scivoloni prima di raggiungere la sabbia bianchissima dei fondali. Inutile dire che il sole non dà tregua e che conviene stare eternamente con la testa (o almeno le spalle ) sott’acqua se si vuole evitare un possibilissimo “coccolone”. Chrissi Island è completamente tappezzata di italiani, in particolare napoletani, romani, pugliesi e veneti. Accanto a noi scorgiamo un gruppo di pseudo napoletani fichetti intenti a giocare a pallavolo scommettendo tanto di gelato da pagare. Dico pseudo napoletani perché dall’accento scorgiamo una provenienza marcatamente provinciale che facciamo fatica ad identificare. I soggetti in questione non sono estremamente simpatici a causa di ostentata boriosità, ma onestamente….Chi se ne fotte???. Con un mare cosi poco contano indigeni e forestieri; io e il mio amore ci tuffiamo e il….”naufragar ci è dolce in questo mare…” Tornati a riva con tanto di percorso studiato per non far bagnare la nostra fotocamera decidiamo di asciugarci ai caldi raggi del sol di Libia. Tempo: 20 secondi che malgrado la pelle già scura abbiamo costantemente bisogno di refrigeramenti. Io e Ilario scoliamo in poco tempo due bottiglie d’acqua e due Coca Cola anche per accompagnare gli squisiti sandwich preparati da Giovy. La temperatura sale e subito ci accorgiamo che un altro bagno serve a poco. Ci indirizziamo cosi verso il gazebo sulla spiaggia che dista circa 200 metri di sabbia bianchissima stranamente fresca (mah). Giunti all’ombra ordiniamo, consumiamo, e ordiniamo di nuovo acqua e granita di amarene. Buonissima, ma neanche questa basta. Alle 16.00 riparte il traghetto e benché manchi ancora un’ora decidiamo di ritornare al porticciolo anche perché Lory che ha la mania della pesca in apnea viene pizzicata da una specie di anemone di mare. ( bel regalo di compleanno). Cmq niente di grave, passera con un po’di ghiaccio. Ci puliamo da sabbia e salsedine e ci troviamo un posto al fresco rinfrancati da altre bibite e gelati. Ci imbarchiamo cosi freschi freschi per il ritorno. Qualcuno si concede una pennica mentre io e Ilario “familiarizziamo” con due coppie di tifosi romanisti facilmente identificabili dall’abbigliamento giallorosso. Io, con il mio berretto griffato Napoli rispondo al fuoco nemico e cosi nasce un dibattito socio-sportivo in cui Ilario, da giornalista sportivo, tiene banco. Si arriva intanto, tra un Lavezzi e un Totti, nel porto di Ierapetra salutando la brigata capitolina con proclami e promesse in vista di Roma-Napoli (Prima giornata di campionato del 31 agosto). Io e Ilario diciamo che non perderemo, al massimo un pareggio. Cosi sarà. Prima di ritornare al parcheggio scegliamo ancora una volta l’impervia strada dell’espresso strong che i greci non sapranno MAI preparare!!!! Sosta in toilette e poi a fianco in un negozio di souvenir dove compreremo alcune conchiglie, ninnoli per la casa e dove Ilario mi sorprenderà con un regalo formato da collana e bracciale di conchigliette (Grazie Amoreeee). Si ritorna finalmente al parcheggio e di li’ fino a Hersonissos. Scattiamo ancora molte foto lungo la strada che, notiamo, essere piantonata da mille posti di blocco. Tornati alla Villa ad Ilario sembra di scorgere in piscina un viso conosciuto. Io dico che non può essere possibile, ma visto che ovunque andiamo lui conosce qualcuno non ci sarebbe da meravigliarsi. Bingo! Sulla piscina c’è seduto un suo amico della comitiva estiva adolescenziale in quel di Vasto (Abruzzo). Tale Enrico da Modena era insieme ad altri tre amici ed aveva fittato uno dei villini di Villa Medusa proprio come noi. ROBA DA NON CREDERE. Carramba in piscina dopo più di 15 anni. Dopo il momento commozione decidiamo di rilassarci con una salutare doccia in vista del compleanno di Lory da festeggiare. Pronti via, si va di nuovo da Pietra, taverna di buone pietanze e di personale giovane e simpaticissimo. Stavolta Giovy e la festeggiata ordinano pizza, Sasy si fa portare un hot dog e io, Ilario e Paco optiamo per la pita al piatto. Slurppppppp Birra a fiumi, inutile dirlo, e alla fine…………………io e Ilario di nascosto chiediamo al cameriere di potare un dolce con le candeline. Pietra pur non essendo un locale fornito di pasticceria prepara una crepes gigante a base di gelato e frutta con ombrellini e stelline di natale accese. Dalla filodiffusione del pub parte la canzoncina “Happy Birthday” a tutto volume una sorpresa tutta dei proprietari e, tra lo stupore generale, Lory spegne a Creta le sue candeline. Intenti a festeggiare la piccola Lory non ci accorgiamo che molti passanti si sono fermati cusiosi ad assistere e a cantare. Appalusi di mezza Hersonissos per Loredana. Certamente un compleanno da ricordare più degli altri. Felici, baldanzosi e contenti ci alziamo e rotoliamo un po’ per la movida notturna. Le lancette girano veloci e la nostra penultima sera cretese volge al termine. Domai non andremo a mare per fare le ultime pulizie e preparare i bagagli… Sigh sigh…L’estate sta finendo…….. 9월 4일 OTTAVA PARTETerminata l’ incredibile avventura di Elafonissi, si apre dinanzi a noi, e a voi, l’ottava parte di questa indimenticabile vacanza cretese. Siamo arrivati al giorno 18 del mese di agosto, e la nostra vacanza non ha davanti a sé ancora tantissime lune. Il giorno 21 lasceremo Creta per fare ritorno a Napoli mediante alcune tappe. Raggiungeremo il suolo natio soltanto sabato 23 agosto, ma è ancora presto per parlarne. Lunedi 18 agosto, si va alla posta per comprare francobolli ed imbucare le cartoline. Ilario propone una colazione a base di buonissimi cornetti al cioccolato con glassa di vaniglia e granella di mandorle. Mmhhhhh. Bravo amore!!!. La destinazione mare ci vede optare ancora per la movimentatissima spiaggia di Malia dove Ilario prova a “fregare” il PR on the beach (Ianis, ricordate?) riuscendo a fargli credere che abbiamo ancora diritto ad un ingresso gratis perché sono passati meno di tre giorni dall’ ultima visita. Ianis tentenna, ma poi cede alla persuasiva teatralità di Ilario. Ci accomodiamo sui soliti lettini diventati quasi di nostra proprietà e ci arrendiamo ai caldi raggi solari intervallati da qualche tuffetto tra le chiare e dolci acque. Paco trova ancora monete da 50 centesimi sui fondali di Zio Paperone, Ilario si bagna meno intento a rispondere a telefonate di lavoro, Giovanna si dà ai crucipuzzle mentre io interrogo tutta la famiglia circa Miss Topless della spiaggia. Mio nipote ha solo 8 anni e si dimostra ancora timido dinanzi a certe visioni mentre Ilario cerca di insegnarli i primi rudimenti testosteronici spiegandogli le varie differenze tra un seno e l’altro... SI RIDE A CREPAPELLE. Verso ora di pranzo ci facciamo ingolosire prima da una premuta d’arancia, poi da alcune ciambelle al cioccolato (non proprio saporite, visto che avevano un retrogusto di cannella che io e Ilario detestiamo cordialmente) e infine da una freschissima macedonia. un altro tuffo con i miei nipoti che mi insegnano come andare sott' acqua senza turarmi il naso... la scena e mortificante per me! loro ridono io affogo... Smontato il teatrino ci avviciniamo alla macchina non prima di aver ascoltato di nuovo la richiesta di Paco di fermarci al vicinissimo Centro Expert. Lo accontentiamo, entriamo con tanto di costume e scarpette tra lo sguardo attonito dei commessi. Ahimè, o per fortuna, mio fratello si rende conto che i prezzi sono uguali uguali a quelli italiani se non addirittura più alti. Usciamo dopo circa 5 minuti e tornando verso casa ci fermiamo ad un maneggio lungo la strada, stavolta per accontentare Ilario (che ama tutto ciò che riguarda il mondo delle corse e dei cavalli). Una passeggiata a cavallo sulla spiaggia costa circa 40 euro all’ora, e ci sembra decisamente esosa come richiesta. Intanto il mio amoruccio si ferma a rifocillare i cavalli che lo salutano dallo steccato. Con un po’ di forza lo tiriamo via…ce l’abbiamo fatta. Fortunatamente si vira verso casa con rigorosa sosta al discount per gli ultimi acquisti di generi alimentari e bibite. La cena è organizzata sul terrazzo di Giovanna in attesa di un’uscita by night tra la movida del borgo. Si telefona intanto a mia suocera a Napoli per farle gli auguri di buon onomastico: è Santa Laura. Le proponiamo una cena pagata al ristorante di mia sorella situato a Baia ma lei fa cerimonie e non accetta (invece dopo scopriremo che ci sono andati lo stesso quasi in stretto anonimato). E’ ora di cena e mia cognata cucina squisite penne al tonno mentre io mi prendo una semibronchite grazie al vento del terrazzo. Saziata la pancia ci dedichiamo ad un leggerissimo relax organizzando i dettagli per il viaggio di ritorno. L’uscita serale ci vede velatamente stanchi ma decisi a non mollare. La passeggiata per il borgo è accompagnata da un po’ di shopping e da qualche leccornia comprata qua e là. Prima del rientro si decide per una capatina in sala giochi dove io e Giovanna sfidiamo Ilario e Pasquale ad Air Hockey. Fighissimo. Vinceremo noi. E vaiiiiiiiii Si ritorna alla Villa decisamente assonnati ma con l’umore di nuovo a mille. Domani è il 19 agosto, è il compleanno di mia nipote Lory che compie 13 anni e poi si va a Chrissi Island. Un’isola che non ha nulla da invidiare alle Maldive. 9월 2일 SETTIMA PARTE- SETTIMO SIGILLOCronaca di un’alba di piena estate. Correva il 17 agosto, ma noi andavamo più veloci! Ciò che scriverò in questo post attinente questa tremenda giornata prego di leggerlo attentamente perché trattasi di incontro ravvicinato con la morte. Un po’ come il film Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman. Una specie di partita a scacchi nella quale abbiamo avuto il coraggio, la forza, il culo e la mano Divina per dare anche noi Scacco Matto. Il tutto comincia la sera del 16 agosto quando, di ritorno dalla città di Heraklion (tempio di Cnosso compreso) ci adagiamo stremati sulle sedie del terrazzino di casa di Giovanna ad elaborare il menu serale. L’indomani ci attenderebbe la magnifica Elafonissi. Una sorta di laguna con sabbia rosa, acqua cristallina ed alcune lingue di sabbia percorribili solo in caso di bassa marea. Il sud-ovest di Creta sarebbe nostra meta di li’ a poco. Premetto che la sera prima di ogni lunga escursione ci davamo alla cucina fai da te per evitare di perdere energie nella movida notturna dei locali greci. Come già detto in precedenza, il clima non era dei migliori e una sorta di presagio cattivo sfiorava le percezioni mie e di Ilario. Ma ecco che, stabilito il delizioso menu della cena, la cara Giovanna propone di anticipare la partenza dell’escursione a notte inoltrata. “Giusto per movimentare la cosa. Una sorta di uscita a tappe, in modo da allungare e diversificare il viaggio”. I km da percorrere non erano poi tantissimi, al max 200, ma con circa tre soste, tra caffè, cornetti, pipi’ e foto d’aurora avremmo tirato mattino. Ok se po fa. Intanto io e Giovanna (con la complicità di Ilario e Paco) decidiamo di aprire quella porta. Trattasi di porta chiusa a chiave sopra il soppalco di casa di Giovy. Lo scassinamento è breve ed agevole anche se il tesoro scoperto non è di grandissimo valore: candelabri d’argento, qualche borsone da viaggio, lenzuola che puzzano di naftalina, ninnoli natalizi ed una cartina di Creta. E qui casca l’asino, perché da ora in poi quella cartina ci mette vis a vis con infausti eventi. La prendiamo in prestito a mò di scatola del film Hellraiser. Il finale è quasi simile… Appuntamento alle ore 02.30 di notte. Ci sediamo a tavola con grande frenesia e appetito. L’idea di partire in piena notte era a dir poco eccitante. La cena al momento non la ricordo,ma rammento che nel convivio si scherzava circa il convergere di eventi astrologici poco favorevoli tra cui la scaramantica data del 17. Consumato il lauto pasto ci adagiamo sul letto per rinfrancarci ed accumulare le energie necessarie. (Preciso che ogni km percorso a Creta non equivale allo stesso percorso sulle autostrade italiane. Le strade non sono del tutto amiche.) Puntuali come orologi svizzeri i miei parenti bussano con inusuale discrezione alla nostra porta. Ilario è assonnato e gonfio in viso, ma tutto sommato gasato dall’uscita notturna.( Lui adora la notte, il freddo e il vento, nonché guidare con il buio). Ci si mette in macchina dopo aver preso qualche borsa con acqua e dolciumi vari. Si inizia a canticchiare qualche motivetto e a sorridere di buon gusto. Gli argomenti di discussione sono piacevoli cosi come ben disposto è l’animo della truppa. Ilario intanto opta per qualche nota del suo mp3 infilato nelle orecchie fino a che chiede dopo circa 60/70 km il cambio guida a Pasquale. Vuole schiacciare un pisolino approfittando di una sosta improvvisata. Poco dopo le nostre soste salgono a due perché ci fermiamo per un caffè su di un’area di servizio a dir poco buia dove una cameriera di origini ucraine ci “arronza” indaffarata a fare le pulizie di chiusura. Sono circa le 4.30, e giustamente non vede l’ora di tornare a casa anziché assecondare le pretese culinarie di una brigata di napoletani che elemosinano un caffè fatto come si deve. Speranze vane. Si parte verso Rethimno che raggiungiamo e superiamo agevolmente, la prossima sosta dovrebbe essere a Chania prima di scendere verso sud. Non sarà cosi visto e considerato che la truppa sonnecchia e Pasquale alla guida non sembra avere necessità impellenti. Arrivati a Chania, intorno alle 5.30/6.00, logica vuole che si prosegua ancora dritto verso Kissamos e poi giù fino ad Elafonissi via costa. Ma la logica vuole cosi…… Non la nostra cartina che, seppur muta, ci suggerisce di tagliare giù subito da Chania in direzione Paleohora. E qui inizia la fine. Arrivati a Paleohora in circa un’oretta ci imbattiamo in un ragazzo seduto su di una panchina in compagnia della sua bella, intenti a smaltire un’evidente sbronza. Chiediamo incautamente indicazioni e i due ci consigliano di tirare dritto verso ciò che le cartine normali ed aggiornate indicano con una linea tratteggiata non percorribile. Ci sarà un motivo vero? Intanto Ilario, non fidatosi della coppietta, opta per un’altra richiesta di informazioni ad una famigliola di tedeschi che, in un inglese incomprensibile, ci consiglia di tornare dietro approfittando di una strada più agevole. Ma tutto sommato la strada che stavamo facendo, a detta del tedesco, si poteva anche fare. Incuranti del primo consiglio ariano proseguiamo verso la nostra strada e cominciamo una tortuosetta salita verso alcune montagne non troppo alte, fiduciosi di trovare il mare dopo la cima. Cosi non è, ci inoltriamo in un verdeggiante dedalo di stradine asfaltate nel cuore di paesini dell’entroterra cretese. Rigorosamente silenziosi e giustamente deserti. Stufati di un peregrinare inutile decidiamo di chiedere informazioni al conducente di una jeep parcheggiata sul fianco di questa mulattiera ancora asfaltata. Il conducente in questione è un prete ortodosso con tanto di costume tipico e barba chilometrica assorto a meditare nel vuoto, il quale ci parla di due paesini (Voutas e Sklavopoula) da superare per poi metterci sulla strada che porta alla splendida Elafonissi. Il cartello di Sklavapoula lo vediamo su di un’altura e, fiduciosi di quanto detto dal prete, continuiamo a salire. Da qui in poi l’inferno. Incontriamo solo un uomo di mezza età sul terrazzino di un villino, intento a bagnare le piante, che ci indica la strada consigliandoci di andare dritto per la via che stavamo già percorrendo. Lo stupore è massimo visto e considerato che la strada è ostruita da un caseggiato bianco con su scritto (a mano) Elafonissi, con tanto di pennarello rosso. Ilario scende dalla macchina per fare la manovra a Pasquale. Lo spazio dove passare è minimo tra uno spigolo del caseggiato e un albero di olivo. Da ora in poi non si può tornare più indietro, e il recente ricordo del cartello”Elafonissi 17 km” ci tormenterà per le prossime due ore e mezza. Dinanzi a noi un solo scenario: il Grand Canyon. Strade per nulla asfaltate con tanto di massi sul percorso. Una flebile doppia scia di ruote di fuoristrada ad indicare una remota presenza umana, nessun parapetto e strada larga non più di tre metri. Forse anche meno. La reazione normale sarebbe stata quella di urlare a squarciagola, gridare aiuto e piangere. La nostra truppa ha la fortuna di non contare più tra gli svegli i due bambini che sono ancora tra le braccia di Morfeo. Gioco forza cominciamo ad addentrarci a passo di formica per non rompere la macchina e principalmente per non finir giù nel vuoto di diverse centinaia di metri. Il sole comincia a picchiare duro, e davanti a noi si inscena un gregge di capre Kri Kri senza pastore. Tremiamo perché sappiamo che un solo movimento incauto può provocare una strana reazione delle capre e visto il nostro equilibrio al limite dell’umano non è preferibile. Superato in circa venti minuti il gregge cominciamo a curvare sulla destra speranzosi di trovare un tratto più agibile. Il risultato... un peggioramento estremo delle condizioni. Aumentano le montagne cosi come l’altitudine estrema, la scena che si apre dinnanzi ai nostri occhi è terrificante, siamo sulla cima di una montagna e intorno altre quattro cime chiudevano un cerchio. sotto il vuoto . in cima alla montagna piu lontana scorgiamo un traliccio dell' alta tensione e li che dobbiamo arrivare.La strada davanti a noi inizia con una progressiva serie di tornanti in ripida discesa, contornata di massi e di un restringimento della corsia. Ilario scende impaurito e tremante. Vorrebbe piangere ma non ci riesce, io e Giovanna preghiamo con una fede inedita. Ilario riesce a reggersi ai massi e a scaraventare nel vuoto le pietre che ostruiscono la strada a Paco. Non ha nessun senso continuare, ma non abbiamo alternative. Davvero nessuna scelta. Ci metteremo circa due ore a scendere giù dai quei monti su di un percorso che a stento qualche asino percorre in un anno. un sali e scendi vertiginoso. 17 km di terrore fino a giungere in un tratto ugualmente alto ma decisamente più “collinare”. Si scorgono alcuni tralicci primitivi dell’energia elettrica ed alcuni capannoni in lontananza. C’ è vita, e tanto basta a rallentare i freni inibitori. Scappa qualche nervoso sorriso che nasconde pianti e strepiti. Le tensioni si allentano e l’adrenalina si scarica. Comincia a far male sotto il fegato: è la bile. La lingua è ancora secca ma sappiamo di averla scampata. Scendere giù a valle richiederà al massimo un quarto d’ora e, giunti sul piano, . Dopo poche centinaia di metri due ragazzi ci indicano la strada per la spiaggia. Giunti sulla sabbia rosa di Elafonissi ci stanziamo su di alcuni lettini ancora deserti. Sono le 9.00 o poco più e ancora non crediamo al nostro “Ritorno in Vita”. Lo spettacolo di Elafonissi è incantevole, Abbiamo ancora il terrore nelle ossa, e non riusciamo a godere tanta bellezza della natura. Dall’acqua ci volgiamo verso i monti e a stento intravediamo il picco più alto con il traliccio rosso e bianco sul quale ci trovavamo qualche ora prima. Malgrado la temperatura del mare e i colori mai visti tremiamo ancora. La giornata scorre strana,ma comunque proviamo a distrarci. Purtroppo siamo sorvegliati da un bagnino di ferro molto simile a Sylvester Stallone nel film Cobra, il quale ci vieta addirittura di raccogliere un po’ di sabbia da portare in bottiglia come souvenir. Il ritorno lo faremo percorrendo una strada diversa, asfaltata, ed in compagnia di alcuni autobus GranTurismo ed altri automobilisti. In lontananza, visto che percorriamo comunque un tratto di montagne, vediamo il nostro incubo mattutino e qualcuno di noi ancora stringe i pugni in segno di paura. Si ritorna alla Villa. La sera onestamente non la ricordo con precisione. Forse abbiamo esorcizzato il pericolo andando in giro per Hersonissos, ma malgrado la paura e la stanchezza possiamo dire di aver vinto la sfida. Vivi 1 – Quegli altri…0 !!! NOI CI SIAMO STATI! PAURAAAAAAAAAAAAAAAA
8월 30일 SESTA PARTE
E’ Ferragosto!! E chi se ne frega!!!!!!!!!!!! Malgrado il contagioso divertimento da spiaggia e la moltitudine di giovani under 40 qui a Creta del Ferragosto non se ne fottono proprio. Già mi immagino la solita abitudine italiana di gavettoni e serate al lume di falò ma onestamente approvo, confermo e sottoscrivo quanto di bello si faccia in giro per il mondo. La nostra truppa non sembra fare molto caso al calendario e, sprovincializzate certe abitudini, ci dirigiamo in località Hani Kokkini, spiaggia che le guide turistiche individuano tra noi ed Heraklion e che descrivono come località abbastanza piacevole. Risultato: ok per la vicinanza del luogo, ma per nulla concordi circa la bellezza. Trattasi di un posto come tanti altri addirittura con meno spiagge o per lo meno non cosi particolari come eravamo stati abituati. Di ritorno alla base in cerca di un’altra sistemazione facciamo una capatina a Kato Gouves. Idem con patate. Non ci piace. Intanto le lancette continuano a girare e superiamo le 11.00. La decisione finale è quella di non spostarci dalla superturistica Hersonissos anche se riusciamo a scovare una spiaggetta minuscola e tranquilla gestita da un ristorantino adiacente. La giornata non sembra indirizzata a scriversi tra le pagine rosa, si respira nell’aria qualcosa di teso ma non si riesce a capire di cosa si tratta. I bambini, incuranti di tante paturnie si gettano in acqua, idem Pasquale intento ad un rapido giro di perlustrazione sui fondali. Io, Ilario e Giovanna invece ci adagiamo sui lettini con qualche rapida e parziale capatina in acqua. Ilario opta per un sonnellino e per una lettura della Gazzetta che siamo riusciti a trovare in edicola (E’ un giornalista sportivo e più di tanto senza sport non ci sa stare). Sasy e Pasquale si impadroniscono di uno scoglio e si danno alla pesca con una canna Io e Ilario intanto dedichiamo alcuni scatti fotografici ad un simpatico gattino che viene fare i suoi bisognini proprio dietro il nostro ombrellone. Poco igienico ma molto fotogenico!!! Aleggia una certa noia abbastanza incomprensibile, Ilario ordina una cheese pie che viene abilmente confusa con tartine dolci di ricotta che il cameriere porta in spiaggia accompagnate dagli improperi dello stesso Ilario. Le ore passano rapide e tutti preferiamo ritornare al cloro della nostra piscina. Ci aspetta una serata all’insegna di cose dolci e una cenetta preparata da Giovanna. Il menu prevede pennette con pomodorini e funghi e spiedini per secondo. L’atmosfera non è più quella scintillante e propositiva dei primi giorni, ma attribuiamo la cosa ad una fisiologica flessione. La sera decidiamo di accomodarci al White Lion, un lounge bar molto carino di tipico stampo inglese. Le sciarpe di squadre britanniche esposte sono tantissime cosi come anche le immagini di Premier League proiettate sul maxischermo. Ecco il primo presagio: Pasquale e Giovanna fanno un po’ di scaramucce a mio avviso per motivi futili e ciascuno dei due mette il broncio. Per fortuna che ad addolcirci ci sono incantevoli e coreografici gelati accompagnati da sfavillanti stelline di Natale. Io, Lory e Giovy prendiamo delle prelibatezze a base di panna e cioccolato mentre Pasquale e Ilario si deliziano rispettivamente con Strawberry Split e Banana Split. Il mio amore però accompagna cotanta dolcezza a due antispasmine causa uno squerez notturno… E vabbuò… L’indomani la truppa si trasferirà ad Heraklion per il rituale mercatino del sabato mattina. L’incontro fuori il nostro villino sarebbe fissato per le ore 9.30 ma concediamo ad Ilario un giustificato ritardo causa la nottataccia di viavai dalla Sala di Conciliazione. I km da percorrere sono poco meno di 30 ed Heraklion si presenta come una cittadina carina e La passeggiata per le viuzze popolate di bancarelle e prodotti tipici si prospetta invitante anche se Paco e Giovy hanno ancora il broncio e si ignorano palesemente. Ammore verace s’appicceca e fa pace (L’Amore verace litiga e subito fa pace) Io e Ilario compriamo svariati souvenir che vanno da una canotta per la nostra nipotina Nancy a bottiglie di Raki e Ouzo per i suoceri. La passeggiata si imbatte in un simpatico negoziante greco che ostenta un buonissimo italiano giustificato da presunte operazioni di import-export con la nostra Italia a suon di abbigliamento taroccato e falso venduto nell’Ellade come originale a carissimo prezzo. Il clima fatica a distendersi e seppur non concordi io e Ilario assecondiamo Giovanna nella sua richiesta di visitare i classici negozi “Tutto 1 euro” identici a quelli italiani con una miriade di zozzerie cinesi e nessun prodotto tipico. Sono circa le 13.00 e ritirata la Peugeot ci incamminiamo verso la strada del Palazzo di Cnosso a soli 5 km dal centro. On the road ci imbattiamo in una panetteria enorme e fornitissima molto simile ad una gioielleria. Mangiamo deliziosi calzoni con mozzarella e peperoni quasi da leccarci i baffi. Il sole picchia veramente troppo ma la nostra sete di cultura non si fermerà. Tiriamo dritto verso Cnosso e dopo aver fatto una decina di minuti di fila ci avviciniamo alla biglietteria. Ilario non paga perché esibisce il tesserino e riesce a fregare il bigliettaio anzianotto strappando altri 5 ridotti. Il tempo di vedere Ilario litigare in inglese con una guida assillante e iniziamo il percorso contornato di bellissime foto e dosi monumentali di storia e civiltà. Qualcuno protesta per il caldo e il trekking del percorso ma noi troviamo comunque il giusto compromesso fra il relax e la sete di storia. A proposito di sete però ci refrigeriamo con enormi bicchieroni di premuta d’arancia e ghiaccio alla modica cifra di 4.50 euro l’uno. Come un’oasi intravediamo la scritta exit e ci ripiombiamo verso la nostra amata Peugeot. Si fa veloce ritorno a casa mediante piscina. Anche stasera sarà Giovanna a cucinare ma è da qui che cominciano le vere sorprese del nostro viaggio cretese…
CONTINUA…
8월 28일 QUINTA PARTERieccoci qua. Vigilia di Ferragosto. L’allegra spedizione sta oramai maturando per assumere i gradi di “Viaggiatori, non turisti!!”. Ennesimo cambio di rotta. L’itinerario stilato da me e Ilario vacilla visibilmente anche stavolta ed è lo stesso Ilario ad optare per un “change” improvviso. L’illuminazione gli è venuta…in bagno. Evidentemente il “trono igienico” ispira innovazioni e trovate geniali. Tutto sommato devo dire che la ceramica della nostra toilette è stata ottima consigliera. Ore 8.45 circa, la truppa si riunisce a scaglioni a casa nostra. Dapprima i bambini che bussano con poca grazia il maniglione sulla nostra porta di legno, poi mia cognata, ed infine mio fratello che, come compito assegnatogli, di buon’ora va a gettare i sacchetti della spazzatura nei cassonetti fuori Villa Medusa. Io mi godo il secondo risveglio dopo essere ricaduta in catalessi grazie all’effetto distensivo che ha su di me la prima colazione. Il mio amore spesso mi coccola portandomela a letto, e anche oggi non ho resistito alla dolcezza di latte macchiato e fette biscottate con Nutella. Approfitto della sua doccia per schiacciare un altro quarto d’ora di sonno, e quando i miei nipoti decidono di svegliarmi il mio amore è ancora assorto a cogitare sul wc con tanto di guida turistica alla mano (i cruciverba erano tutti finiti). Ore 9.00, malgrado l’intestino di Ilario funzioni
regolarmente l’uscita dalla Sala di Conciliazione si fa attendere. Ore 9.15
Habemus Papam; Ilario esce con tanto di lampadina sulla testa (alla Archimede)
e sentenzia l’ultima trovata: “Guagliù oggi si va a Plaka, è troppo bello”!! Fine della trasmissione. Ci mettiamo in macchina, proseguiamo per Agios Nikolaos con una certa sicumera come di chi si sente oramai padrone della strada, seguiamo la freccia per Elounda e finalmente dopo circa 10 km arriviamo in un borgo sul mare molto carino, con tanto di chiesetta e chioschi quasi a pelo d’acqua. Chiediamo ad una cordiale giornalaia (collega di Ilario??) la strada per la spiaggia di Plaka e veloci come il vento ci precipitiamo verso i piedi della montagna che delimita la fine di Plaka. Arrivati nel posteggio adiacente la spiaggetta di soli sassi andiamo alla ricerca di un bagnino in grado di fornirci lettini ed ombrelloni. Nessuno all’orizzonte ed ecco che mi precipito ad occupare due dei tanti ombrelloni di paglia disponibili. La spiaggia e il mare sono a dir poco incantevoli; l’acqua è super cristallina ed è accarezzata da un venticello abbastanza dispettoso. Mia cognata Giovanna sembra essere restia all’occupazione causa il vento, ma non fa in tempo a concludere il pensiero che l’intera truppa s è già nelle acque trasparenti di Plaka . Dinanzi alla nostra quasi deserta spiaggia c’è l’intrigante isolotto di Spinalonga, una delle poche fortezze veneziane che non cadde nelle mani dei turchi. Spinalonga, antico lebbrosario, esercita un certo fascino e siamo tentati dal compiere un’escursione su barca a vela che poi non faremo. Il sole picchia duro e l’unico refrigerio sono le acque di Plaka. Io, e i miei nipoti ci dedichiamo a decine di scatti fotografici con la nostra Samsung, e ammiriamo i pesciolini che mordono le bolle d'aria vicino ai nostri piedi... che carini! quasi non ci accorgiamo che si è fatta ora di pranzo e lo stomaco reclama rinforzi. Ilario e Giovanna partono cosi alla ricerca di una taverna a buon prezzo che cucini qualcosa take away, e la trovano poche decine di metri distante dal parcheggio. Trattasi di antichissima taverna gestita da una signora anziana, grassa e con tanto di barba!!! La signora si fa aiutare da due figlie che affermano di non conoscere neanche la cittadina più vicina e di averla vista solo in tv. Cose dell’altro mondo. Mentre la signora barbuta ci prepara insalatone greche e patatine con omelette per i bimbi mia cognata si diletta a schernire una di queste due figlie intenta a maneggiare abilmente un cetriolo da mondare. Si sprecano le infime allusioni, ma ve le risparmierò per decenza e pudore. Il pasto viene consumato più in fretta di quanto si pensi, e c’è tempo solo per un altro rapido bagnetto causa l’alzarsi di un vento impietoso . Poco prima di entrare in macchina approfitto della toilette di un bar, e per non sembrare scortese ordino un caffè. Morale della favola: la pipi mi costa 4 euro ed un pessimo retrogusto sul palato. Felici e contenti ritorniamo alla base golosi di una Pita serale che già pregustiamo come una banda di affamati. Giunti alla Villa ci rituffiamo come al solito nella fresca piscina e ci dedichiamo al solito pisolino preserale che ha preso il posto dell’aperitivo. Io e il mio amore rompiamo una doga del letto, ma di questo non ne parlerò…. Calata la sera ci indirizziamo verso “Pietra”, una taverna molto ospitale all’aperto che cucina una Pita DELIZIOSA. Stavolta ci sediamo e ci abboffiamo alla grandissima accompagnati dagli sms di mio fratello che dall’Italia ci informa circa le sorti del Napoli impegnato in Albania per la Coppa Uefa. Il ritorno a casa è rallentato dallo straripare delle nostre panze, ma tutto sommato anche questa giornata può essere archiviata come positiva non prima però di aver fatto un digestivo giro nel cuore della movida di Hersonissos. Lo spettacolo è indescrivibile: fiumi di giovanissimi e giovanissime provenienti da tutto il mondo completamente nei fumi dell’alcool, ma comunque simpatici da vedere. Ahimè non abbiamo con noi la videocamera, ma ci divertiamo ugualmente a stupirci di tante esagerazioni... Facciamo anche una breve sosta in un internet cafè giusto per scaricare la posta e dare il tempo ai bambini di godersi qualche videogioco in una sala giochi. A dire il vero io e Ilario ci facciamo prendere la mano e rifondiamo 20 euro o poco più in quelle maledette macchinette mangiasoldi. La serata volge al termine, almeno per noi che abbiamo famigliola al seguito. Ilario insiste per restare, ma non è momento… Domani è Ferragosto!!!
8월 26일 Ritorno da Creta - Parte 4Quarta parte:
Il nostro primo vero giorno cretese già prevede un cambio di programma. Giusto per chiarezza va ricordato che io e il mio amore abbiamo immaginato per mesi ogni minimo movimento sull’isola, e in base a ciò abbiamo stilato un itinerario logico e sensato che “naturalmente” è andato disatteso alla velocità della luce. Il primo bagnetto decidiamo di andarlo a fare nelle acque della rinomata e splendida Malia, a soli 10 km da Hersonissos. Malia più che altro è il continuo di Hersonissos visto che è difficile trovarne un veRo punto di frattura. La costa nord è un continuum di spiagge abbastanza omogenee. Approdiamo all’incrocio di Malia non prima di aver avvistato in lontananza un negozio Expert nel quale mio fratello Pasquale decide di fare una capatina a partire dai giorni seguenti. Invano cerchiamo di fargli capire che non si tratta di un duty free on the road cui trovare un plasma a 20 euro, ma prima o poi sappiamo che si fermerà e vi entrerà. Arrivati in quel di Malia ci imbattiamo immediatamente in un manipolo di PR da spiaggia intenti ad accaparrarsi bagnanti ed euro con offerte succulente addolcite da inefficaci topless di cui non resta gran traccia visto e considerato che il 99% della spiaggia è con le tette al vento fatta eccezione per me, mia cognata e mia nipote (Pudore Italiano!!!) Incrociamo da subito il simpatico, loquace e volpone Ianis che,non appena capisce la nostra provenienza, comincia a presentarsi come Giovanni e “speak” un italiano abbastanza fluente e comprensibile. Dice di essere figlio di siciliana. Mmhhhh….. chissà. L’offerta è comunque buona e con 20 euro ricaviamo sei lettini, due ombrelloni e tre giorni gratis. Ottimo il Bikini Beach. Risultato:se vi trovate a Malia chiedete di Ianis. Denudata la compagnia, ci tuffiamo nelle chiare e ricche acque greche. Dico ricche perché Pasquale nelle due volte che ci siamo stati, ha trovato sul fondale ben 12,50 euro. Non male, altro che Fontana di Trevi. Il lido è molto invitante, e malgrado abbia sempre un occhio vigile ad Ilario per vedere se dagli occhiali sbircia i topless vagabondi trovo anche io il tempo di provare le delizie del bar on the beach. Prendiamo da Costance un’ ottima macedonia di frutta, qualche cocktail dissetante ed un caffè a dir poco disgustoso. A largo sfrecciavano decine di banane gonfiabili trainate da potenti motoscafi e allegre brigate di turisti americani intenti a lanciarsi quello stupido pallone da rugby. La musica da disco,i sirtaki improvvisati fanno si che la giornata passasse allegra e beata, il pensiero va già alla sera ma non prima di aver provato le toilettes del Bikini Beach con l’ausilio di Ilario impegnato a tenermi la porta chiusa. (A Malia non si può fare la pipi’ in acqua perché è talmente trasparente che si vedrebbe!!!) Sul vespro tutti a casa, tuffo scaramantico in piscina, doccia, riposino gratificante e poi appuntamento per andare a mangiare la Moussaka ad Agios Nikolaos. I km da percorrere sono poco più di 30 e la strada è abbastanza semplice ed agevole. Giunti in loco Ilario parcheggia e provvede a trovare un telefono per chiamare casa a costi molto più contenuti. Ci facciamo fornire le indicazioni per il “lago” che altro non è che un’insenatura della baia che forma una sorta di laghetto con sbocco in mare contornato da miriadi di negozietti, bar e ristoranti. La strada ci è indicata da un passante visibilmente … effeminato. Durante la piacevole passeggiata per raggiungere il borgo ci imbattiamo in tre particolarissimi negozi. Il primo è una cartoleria monomarca che vende solo prodotti di Hello Kitty (e mia nipote quasi sviene), il secondo è un negozio di Lotto e scommesse alle cui vetrine Ilario e Pasquale si attaccano come gechi, mentre il terzo è un negozio di arte sacra davanti al quale io e il mio amore ci fermiamo più che per crisi mistica per acquistare un paio di candele più simili a ceri che altro. La fifa di un nuovo black out notturno era troppo forte. Finito il breve shopping stearico sfociamo nel bellissimo borgo di Agios Nikolas tra le cui viuzze veniamo assaliti da altri “butta dentro” di ogni risma. La cosa mi infastidisce non poco e decido cosi democraticamente di vietare alla compagnia l’ingresso in ognuno di questi posti fino a che non trovo quello che più mi aggrada. La scelta ricade sul ristorante “Oceano”. La chiacchierata con il cameriere e lo scambio di vedute culinarie sull’asse Napoli/Creta mi convince. Prendiamo posto, ordiniamo rigorosamente birra Amstel, acqua e Coca Cola per i pargoli. In attesa delle 6 Moussaka ci dilettiamo con pane garlico (simile al nostro pane di segale) e olive greche, dalla forma minuscola (sembrano cagate di conigli) ma dal sapore inimitabile. Buonissime davvero. Nel frattempo il nostro sguardo è rapito da tre acrobati di strada intenti a volteggiare sui loro skates sul ciglio della banchina, ma onestamente di acrobatico non avevano davvero nulla tranne le frequenti e (credo) dolorosissime cadute delle quali andavano fieri. Mah… io intanto mi pregustavo i sapori della Moussaka. Palla al centro: i bambini la divorano prima di noi, e viste le dimensioni enormi non è cosa da poco. Stravaccati sulle sedie ci abbandoniamo a commenti positivissimi e palpebre calanti. Gustiamo il melone rosso offerto dalla casa, paghiamo il conto di 53 euro e facciamo gaio ritorno a casa. Ilario sbaglia strada e si addentra in spettrali e bui paesini, ma subito ci riporta sulla retta via. L a via di casa, popolata da simpatici inglesi strafatti ed ultraubriachi, a zonzo in piena strada nazionale intenti a cercare un fuoristrada che li “arrotasse” e spedisse a miglior vita. Si arriva al villaggio. Home sweet home. La giornata è stata pesante, ma tutto sommato Creta merita anche questo. Continua…
8월 24일 Di ritorno da CretaEccomi di ritorno da Creta, la nostra bella vacanza è volta al termine tra mille peripezie sia gradevoli che terrorizzanti. Ognuno ai posti di manovra: io a scrivere e voi a leggere ed immaginare ogni singolo metro della nostra avventura greca. C’era una volta… Anzi, meglio di no. E’ il 9 agosto quando insieme alla mia metà andiamo a dormire a casa di mio fratello in vista della partenza comune della spedizione alla volta di Bari. La serata passa a tavola tra mille progetti e tanti buoni propositi, a mangiare pollo allo spiedo e bere birra fredda. Ultimati i bagagli si prende posizione ognuno nel suo lettino, ma benché la sveglia sia relativamente tardi (ore 8.30) non tutti chiudiamo occhio. La frenesia è tanta, e il countdown è cominciato molti giorni prima. Come un’allegra brigata alle ore 8.30 tutti ci svegliamo ed adempiamo ai nostri bravi compiti: c’è chi spalma la nutella sui biscotti e chi tira fuori l’acqua dal congelatore. Trolley nella Peugeot e via di fila verso il capoluogo pugliese per l’imbarco delle ore 15.00 circa (la nave Ioanian King salperà alle ore 18.30). Il viaggio scorre rapido e piacevole tra un sonnellino, un caffè pessimo all’Autogrill e qualche canzone tirata via dall’ MP3. L’arrivo al porto di Bari è puntuale cosi come lo è il nostro imbarco non prima di aver fatto il check-in e di aver consumato un panino con cordon bleu pietrificato al bar della stazione marittima. Tutti dentro, a cominciare dalla nostra macchina fino a tutti noi che, in ordine troppo sparso, occupiamo postazioni diverse della nave fino ad incontrarci tutti sul ponte col muso lungo e senza un posto fisso cui accomodarci. Ci adattiamo in un angolo che colonizziamo a suon di sacchi a pelo e borse termiche. Partiamo quasi puntuali ma già cominciano i malcontenti per chi vorrebbe subito tuffarsi nella piscina di bordo e chi invece già reclama un pasto e un posto. Vada per il primo,ma per il secondo è difficile accontentarsi. Io, la mia metà e mio fratello andiamo in avanscoperta tra centinaia di corpi adagiati qua e la a mò di campo da battaglia e curiosi diamo una sbirciatina ai prezzi altissimi del bar. Dormire è difficilissimo ma noi ci proviamo in tutti i modi con risultati scarsi a causa della scomodità e di un gruppo di 4 ragazzi di Pomigliano D’Arco simpaticissimi ma troppo casinari. Archiviati cruciverba e giochi di carte aspettiamo la notte sul ponte tra sigarette e birre Amstel (buonissime). La truppa cede il passo alla stanchezza e poco a poco si
addormenta tutta tranne la mia metà e mio fratello che scorazzano per i ponti
in cerca di foto simpatiche da scattare. Alle ore 04.00 una volta giunti allo
scalo di Igoumenitsa e svuotatasi mezza nave tutti noi decidiamo di spostarci
su invitanti divanetti lasciati vuoti dai passeggeri e ci adagiamo a turno per
schiacciare preziose ore di sonno, fino a cogliere l’incantevole alba che le
nostre fotocamere catturano golose. Una volta giunti a Patrasso ci indirizziamo verso Atene precorrendo l’autostrada assolata e impietosa; ci mettiamo poco a capire le usanze del luogo che ,contro ogni norma, registrano sorpassi da brivido e senza pietà. Ci adattiamo e da buoni napoletani li sfidiamo tutti. Il mio amore alla guida si mette sulla sinistra con due gomme oltre la striscia e combatte la stanchezza a suon di sorpassi un po’ spericolati e con il vento caldo sulla faccia. I bambini seduti dietro con me e mia cognata cominciano a reclamare qualcosa nello stomaco e, avvistata, la M gialla di Mc Donald in lontananza ordinano menu ancor prima di accedere al parcheggio. Al tavolo è un perpetuo montare le sorprese degli Happy Meal e pulire il tavolo da pittoreschi schizzi di ketchup e maionese. Svuotate le vesciche la marcia riprende verso Atene, ed una volta giunti qui ci rendiamo subito conto della sua grandezza. Veramente maestosa. Il Pireo è comunque di semplice accesso cosi come lo è il desk della Anek Lines dove la mia metà completa il secondo check in e noi ci rinfreschiamo dalla calura minoica. La seconda nave, la Khriti 1 della Anek è decisamente più
confortevole anche se leggermente più Ci facciamo furbi e mentre mia cognata si accomoda sul ponte coperto io e Puffolo ci impossessiamo di una lunga fila di divanetti presenti nel lounge bar con tanto di poltrone e tavolini. Molto comodi e riposanti. Il tempo di “metter tenda” e subito io e il mio amore andiamo alla ricerca dei bagni sul ponte per una refrigerante doccia approfittando della nave ancora poco popolata e decisamente linda e pulita. Al ritorno dal refresh scopriamo che la nostra truppa preferisce la sistemazione sul ponte, e ancor prima di salpare è già tutta tra le braccia di Morfeo. Io e Ilario scendiamo giù dove ci eravamo messi e ci coccoliamo con barrette di cioccolata, cheese pie e birra fredda. Si salpa alle ore 21.00, qualche mezz’ora tra shop e parole crociate e poi giù a nanna. La notte passa placida causa la stanchezza accumulata, giusto il tempo di riaprire gli occhietti e fare colazione che il comandante ci annuncia l’arrivo ad Heraklion. Cara Creta siamo arrivati. A noi! PARTE 3 Sbarchiamo dal porto di Heraklion di mattino presto (intorno alle 6.30), la distanza da coprire fino a Hersonissos e di circa 30 km, roba da poco per noi stakanovisti delle distanze. Arrivati in loco già ci perdiamo perché ci rendiamo conto che quei pochi presenti per le strade in un orario cosi particolare, non hanno conoscenza del nostro villaggetto situato in zona Old Hersonissos. Facciamo allora fede nella proverbiale cordialità dei tassisti greci che quasi ci accompagnano con le mani. Il nostro villaggio è situato salendo per circa un paio di km sulla collinetta di Hersonissos. Giunti qui notiamo che trattasi di due villaggi confinanti a dir poco fatati (Piskopiano e Old Hersonissos) dove l’intera superficie è data da poche decine di metri di isola pedonale con costruzioni tipiche, pozzi d’acqua e simpatiche taverne dal profumo invitante anche al risveglio mattutino. Il tutto sembra fuori dallo spazio e dal tempo in una dimensione completamente nuova. Il borgo è tagliato da piccole viuzze popolate solo da villette hollywoodiane e gatti cretesi di una bellezza e particolarità veramente estrema (Ilario dice che hanno aspetto sinuoso, testa schiacciata e …tette grandi. Poi vi dirò il perché di questo delirio). Scoviamo Villa Medusa, è una bellissima villa quasi nascosta, dall’aspetto sereno,invitante e a tratti quasi inquietante. Fortunatamente ci imbattiamo subito nel proprietario Mr. Nikos e li’lasciamo che sia Ilario (l’unico a parlare inglese) a svolgere le formalità di arrivo. Il complesso è dato da una dozzina di appartamenti in stile rustico greco contornati però da profumati giardini ed una piscina con solarium, gazebo, bar e biliardo. Tutto sommato non male. Più che sufficiente. Noi abbiamo il villino n.6 e mio fratello con famiglia il n.1. Il tempo di disfare le borse e poi subito in giro a curiosare e cercare un supermercato per una spesa di beni primari. Ci fermiamo al primo discount (per modo di dire) sulla stradina che ci porta al centro di Hersonissos e riempiamo i carrelli di tutto ciò che potrebbe servirci e non. Si comincia con la carta igienica, si passa per biscotti e nutella, si dà un’occhiata al frigo con acqua, birre e coca cola; non si disdegnano i Corn Flakes ed il latte e si termina con stravizi da sgranocchiare. 40 euro giusto per gradire. Intanto Ilario si diverte a fare una “supercazzola” italiano/inglese alle cassiere tristi e smorte del supermercato. Si ride… buon segno. Scendiamo giù a Hersonissos e siamo travolti da una popolazione multietnica di tutte le età intenta a trovare un posto silenzioso e corroborante per il risveglio dalle usuali sbornie notturne. Impazzano i simpaticissimi Quod che si fittano a circa 10 euro al giorno ed Ilario già punta i piedi perché ne vorrebbe fittare uno e sgattaiolare con me per la strade cretesi contro il parere di mio fratello impaurito per la guida spericolata dei greci. Ritornati a casa e sistemate le spese ci accomodiamo a bordo piscina tra commenti ed opinioni varie in attesa della prima uscita serale. Io e mia cognata critichiamo la piccolezza delle stanze e la puzza di naftalina della biancheria pulita mentre i miei nipoti reclamano la mancanza di Cartoon Network. Ilario intanto in barba alle disposizioni del titolare si tuffa in un metro e mezzo d’acqua alzando un’onda anomala e mostrando le chiappette chiare… La serata procede con un’uscita poco mondana a causa della stanchezza galoppante e degli occhi semichiusi di tutta la truppa. Un giro fugace in città, una pita take away ma comunque deliziosa e poi tutti a nanna, o almeno si spera. Alle 01.00 manca la corrente (cosa frequente data la mediocrità dei tralicci. I greci preferiscono a giusta causa i pannelli solari) e io costringo Ilario a chiamare il padrone di casa il quale ci rassicura e ci illude di un suo arrivo alla villa per mettere in moto un sistema di emergenza. Ma non è cosi; Mr. Nikos stava dormendo, e quando io alle 02.00 (ora italiana sul cellulare, quindi 03:00 ora greca) ho costretto Ilario a richiamarlo il mio amore si è beccato un vaffanculo dal dormiente Mr. Nikos. Tra sbadigli e sorrisi si ritorna a letto per la prima notte cretese. Domani ci aspetta il mare INTANTO QUALCHE FOTO DI VILLA MEDUSA Continua…
8월 9일 TUTTI AL MARE...BENE BENE, CI SIAMO, FINALMENTE IL TANTO SOSPIRATO GIORNO è ARRIVATO. PARTOOOOOOOOOO. LA GRECIA MI ASPETTA, LA STUPENDA CRETA MI ASPETTA! ERANO 3 ANNI CHE NON FACEVO UNA VACANZA... IL VIAGGIO IN NAVE SARà MOOOLTO FATICOSO MA CON LO SPIRITO GIUSTO E LA GIUSTA COMPAGNIA ... E SI 24H DI NAVE ... MI DIVERTIRò DA MATTI CON I MIEI NIPOTI CHE ORMAI CONTANO LE ORE... (è IL LORO PRIMO VIAGGIO) QUALCUNO MI DIRà PRENDI L'AEREO... E IO GLI RISPONDO E IL DIVERTIMENTO DOV'E? E POI COSTA MOLTO DI PIU' ...E SE POI CADE? NON TI SERVIRà TANTO SAPER NUOTARE... MI SENTO ALLE STELLE PICCOLA VALIGIA SACCO A PELO E VIA!!! I VIAGGI ORGANIZZATI NON FANNO PER ME, NO ALPITUR GRAZIE! PORTO CON ME UN PICCOLO QUADERNETTO, UNA SORTA DI DIARIO DI VIAGGIO. DOVE APPUNTERò TUTTI I PENSIERI E LE IMPRESSIONI GIORNO PER GIORNO. COSI' QUANDO TORNERò SAPRETE TUTTO!!! LO SPACES RESTA COMUNQUE APERTO PER I VOSTRI COMMENTI E SALUTI. TUTTO VA A GONFIE VELE. UNICA NOTA NEGATIVA, MI SONO BRUCIATA IL LABBRO SUPERIORE CON LA CERETTA FAI DA TE...
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